Piccola biblioteca

La piccola biblioteca ospita brevi pubblicazioni a cura della scuola o della federazione delle scuole Steiner-Waldorf.
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Gusto, olfatto e cibo buono

Riflessioni sulla mensa scolastica/2
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 Gusto, olfatto e cibo buono

Riflessioni sulla mensa scolastica /2


Nell’articolo del mese di dicembre abbiamo portato delle riflessioni sull’atto del mangiare, guardandolo da una prospettiva diversa: mangiare è stare insieme è prendere ciò che è fuori di noi – la cura di altri uomini, la varietà del mondo, la generosità della natura – e portarlo dentro.Tale atto suscita in noi una profonda gratitudine e condividerlo con altri ci rende veri compagni e fratelli; se poi ciò che troviamo nel nostro piatto è sano e buono nutrirsi diventa un vero atto d’amore e di rispetto verso se stessi e verso la generosa natura. 

Ma quali sono i motivi che orientano le scelte alimentari della scuola? In che modo rispondiamo all’esigenza di una sana alimentazione?


Il mercato alimentare e l’educazione dei sensi

Si può partire avendo un quadro di quello che è oggi il mercato alimentare. Sino a pochi decenni addietro la scelta degli alimenti era legata fondamentalmente all’alternarsi delle stagioni e dei loro frutti. L’avvento dell’uso della tecnologia, dei concimi e di pesticidi chimici ha sicuramente alleggerito il faticoso lavoro dei contadini, ma ha anche “alleggerito” i prodotti della terra di buona parte dei loro valori nutritivi, compromettendo l’elemento vitale che li caratterizzava. Oggi troviamo in qualsiasi stagione, grazie anche all’uso di coltivazioni intensive e di serre, ogni tipo di ortaggio o frutto con un aspetto sano e rigoglioso. Chi lo acquista viene allettato attraverso il senso della vista, dimenticando però il senso del gusto e il senso dell’odorato. Proviamo ad assaggiare una fragola a dicembre e una a maggio, hanno lo stesso sapore, emanano lo stesso odore?


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Mangiare insieme, diventare compagni

Una prima riflessione sull´importanza della mensa scolastica, in cui ci si sofferma sull´aspetto sociale
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Mangiare insieme, diventare compagni

Riflessioni sulla mensa scolastica/1



Ogni cosa che le mie figlie toccavano si trasformava in grano, o in vino puro, o in oliva.                                 

Anio, re e sacerdote di Delo

raccontato da Ovidio nelle Metamorfosi



Come mangiare, tante storie


Sia nelle epoche in cui il cibo scarseggiava e al suo posto dominava la fame, sia in quelle, come la nostra, in cui il cibo è abbondante, l’atto del mangiare, del come si mangia, è sentito come un’espressione di civiltà ed è carico di profondi significati. Tacito trovava nel modo di mangiare dei romani una differenza sostanziale rispetto ai Germani che «si nutrono semplicemente con frutti selvatici, con cacciagione appena uccisa, con latte cagliato». I Germani e i Celti prendevano il cibo da ciò che offriva la natura selvaggia senza trarlo dalla terra con il lavoro dei campi.

L’antico storico Plutarco raccontava che i giovani ateniesi, ormai pronti a divenire adulti, venivano condotti al santuario di Agraulo per giurare fedeltà alla loro patria che era così definita: «la patria in cui crescono il grano, la vite e l’ulivo». Un intero popolo si identificava con questi doni divini. Nella cultura greca antica e poi romana, l’ideale del modo di mangiare era la misura: ci si accostava al cibo con piacere, ma non in modo vorace e lo si offriva generosamente, ma senza ostentarlo. Conta molto come si mangia; è così per ogni cultura.


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Ogni colore ha due sorgenti: luce e tenebre. Un progetto di tintura della lana

Abbiamo sempre avuto a disposizione matasse di lana 100% e di ottima qualita?... ma i loro colori sono sempre sembrati muti e immobili, quasi antipatici!
In questo modo e? nato il progetto di tingere la lana da usare nelle classi usando tinture naturali. Alcuni vecchi libri ci hanno consigliato e guidato a reperire la materia prima in natura e a come procedere nelle diverse fasi di colorazione.
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Newsletter 2022-2023

La raccolta delle newsletter del 2022-2023
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Salute e malattia nella configurazione della società/2

L’impulso della tripartizione sociale non sempre ha avuto il suo momento storico, oggi certamente lo ha. Fermenta sotto la superficie.
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J. Smit

 

Salute e malattia
nella configurazione della società/2

 


Individualità, stato e motivazioni per aiutare

Dobbiamo sviluppare tre qualità fondamentali. Iniziamo con l’esperienza della libertà. Si tratta di affrontare con l’individualità le diverse facoltà, le debolezze, i pesi e le costrizioni dentro e fuori di me. L’individualità sulla via della libertà ha sempre qualcosa di creativo in sé. La libertà premette energia e attività. L’individualità è creativa, attiva, procede, passo dopo passo. Questa via di esercizio inizia nel microsociale, in ogni singolo, si prosegue nel mesosociale, nella collaborazione, cooperazione e può intensificarsi nel grande fiore della libera vita spirituale entro la sfera macrosociale, se questo riesce.

La seconda qualità fondamentale è di altro genere. La percezione dell’uguaglianza nei diritti non è una attività creativa, non è neppure aiuto reciproco, bensì è incontro. Noi ci incontriamo e decidiamo di concordare un certo appuntamento, si tratta di restare fedeli all’accordo. Se l’appuntamento coinvolge più persone è già più difficile la cosa. Se poi cerchiamo l’uguaglianza dei diritti a livello di stato le difficoltà diventano ancora maggiori. La sfera specifica dello stato sta proprio in questa dimensione. Non vi fa parte tutto ciò che nel tempo lo stato si è attribuito, anzi l’aver gonfiato tanto le proprie competenze è segno di malattia. Si tratta di dimagrire. E neppure questo basta del tutto. Anche la magrezza così raggiunta non può essere costante, ma deve formarsi sempre a nuovo. Anche accordi e impegni reciproci, per quanto corretti oggi, non possono restare invariati a tempo indeterminato, l’irrigidimento significa malattia, anche mortale. La dimensione vera dello stato deve sempre di nuovo essere ricreata dall’incontro.

La terza qualità fondamentale è ancora diversa: la capacità di percepire le esigenze degli altri, la motivazione all’aiuto reciproco, l’assunzione di compiti nel mondo, descrivono questa sfera. Se confrontiamo questa capacità con la prima abbiamo da una parte la libera individualità che si manifesta dal nucleo essenziale della sua natura, dall’altra l’aspetto polare, guardo fuori di me e vedo i compiti e mi impegno nei loro confronti. Nel mezzo non abbiamo né l’una, né l’altra di queste esperienze, bensì abbiamo l’incontro. 

 

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Salute e malattia nella configurazione della società

Quanto maggiori sono le facoltà raggiunte da un uomo, tanto maggiori sono i compiti che può assumersi; tanto minori sono queste facoltà, tanto minori sono i compiti che può affrontare; in ogni caso siamo di fronte a dei compiti. Guardiamo nel mondo e scopriamo dei compiti. In questo modo inizia l’attività.
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J. Smit

Forza sociale. 

Salute e malattia nella configurazione della società 


Quanto maggiori sono le facoltà raggiunte da un uomo, tanto maggiori sono i compiti che può assumersi; tanto minori sono queste facoltà, tanto minori sono i compiti che può affrontare; in ogni caso siamo di fronte a dei compiti. Guardiamo nel mondo e scopriamo dei compiti. In questo modo inizia l’attività.

Man mano che crescono i compiti aumenta anche la difficoltà. Servono degli strumenti. Si può fare dell’agricoltura soltanto se vi è sufficiente terreno, se vi sono una casa, degli spazi protetti, animali e attrezzature. Nell’assumere dei compiti vi sono sempre delle premesse. Questo vale in tutti gli ambiti del lavoro. Servono degli strumenti per operare e per giungere a dei risultati dall’insieme delle attività. Impariamo a conoscere su questa via una grande tentazione che vale la pena di considerare più da vicino.


Il materialismo quale debolezza spirituale

Supponiamo che uno inizi una certa attività, ma è un po’ debole, interiormente debole. Se fosse spiritualmente forte potrebbe svilupparsi tutta la polarità di coscienza fra la manifestazione del proprio essere nella attività creativa da un lato e l’assunzione di responsabilità, compiti e disponibilità di aiuto verso il mondo dall’altro. Se però una persona è un po’ debole, si aggrappa agli strumenti, alle attrezzature e ai prodotti. Egli li sperimenta in certo qual modo come prolungamenti della propria attività, come una realtà propria. Vuole averli per sé. In un primo tempo questa tendenza è presente in ogni uomo. È però il segno di una debolezza spirituale. Se una persona è spiritualmente forte egli sa: sono davanti ad uno strumento, un mezzo necessario, la vera realtà è l’attività come tale. Tutto il liberalismo capitalistico poggia su questa debolezza spirituale, ogni forma di materialismo. Ognuno di noi è colpito da questa debolezza. Non troviamo la forza necessaria nella attività creativa, ci aggrappiamo ai prodotti, alla nostra corporeità, al danaro. Ognuno di noi è debole, la forza spirituale può crescere soltanto per gradi. Tutta la nostra attenzione si rivolge allora alla manifestazione di quanto è essenziale, alla percezione delle necessità, all’assunzione di compiti.

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Gli edifici scolastici

Lo sforzo è quello di creare per i bambini e gli allievi un ambiente artisticamente configurato in cui sia gradevole soggiornare. È infatti noto che le impressioni sensoriali come le forme e i colori agiscono a livello incosciente.
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Gli edifici scolastici 

Tratto da La scuola steineriana, un’introduzione, Edizioni arcobaleno, 2015 

di Christof Wiechert


È cosa certa, in Germania le scuole steineriane si riconoscono dai loro edifici. Hanno spesso delle forme originali che fino agli anni ottanta rientravano nella categoria dell’architettura organico vivente: grandi tetti spesso spioventi, simili a funghi giganteschi con possenti superfici di copertura, molte pareti inclinate e finestre con gli angoli smussati. Al centro di queste scuole si trova una grande sala, detta “Aula” o “Sala delle feste”. Qui si raccoglie la comunità scolastica per le festività dell’anno, per i concerti o per gli spettacoli teatrali delle diverse classi e in molte scuole per la rappresentazione delle recite di natale di Oberufer, pensate all’origine come regalo natalizio degli insegnanti agli allievi e ai genitori.

Quando la scuola ha una certa dimensione ci sono anche delle aule per la musica, per l’euritmia, delle palestre, dei laboratori per il lavoro del legno e dei metalli, aule di disegno e di pittura. In altre parole: l’esigenza di spazio di una scuola steineriana è notevole. In genere si trova l’asilo in spazi separati, integrato però nella comunità scolastica. In primo luogo perché i bambini delle diverse età crescono insieme, che possano anche percepirsi reciprocamente, in secondo luogo perché fa parte dei principi sociali fondamentali della scuola Waldorf che ogni persona che lavora in una simile comunità, che si tratti delle classi superiori, della scuola elementare o dell’asilo, venga considerata in termini di equivalenza. Questo significa che una maestra d’asilo o una responsabile del nido hanno nella loro funzione la stessa importanza dell’insegnate di materia nelle classi superiori. (Vi sono stati periodi in cui gli stipendi venivano determinati in funzione delle esigenze di vita e dei bisogni dei singoli e non seguendo la qualifica o la funzione. Esistono ancora delle scuole che sono alla ricerca di forme sociali adeguate a questa problematica). 

Per il resto, se si passeggia negli spazi di una scuola si nota che gli edifici sono colorati sia all’esterno, sia all’interno: le aule per l’insegnamento di singole materie con colori gioiosi che risvegliano, il salone per le feste con toni esteticamente gradevoli e le aule con colori diversi per ogni classe. E alle finestre dell’asilo sono appese tende rosa! I corridoi sono decorati con dipinti e disegni degli allievi, nell’ingresso si viene accolti da qualche scultura degli allievi delle classi superiori o di qualche docente d’arte. Nell’insieme sorge l’impressione di una differenziata ricerca artistica.

Che questo possa piacere e che venga colto come bello non è la cosa importante. Lo sforzo è quello di creare per i bambini e gli allievi un ambiente artisticamente configurato in cui sia gradevole soggiornare. È infatti noto che le impressioni sensoriali come le forme e i colori agiscono a livello incosciente. L’esperienza incosciente emerge poi alle soglie della coscienza come stato d’animo di fondo, per esempio quello di sentirsi come a casa propria, oppure anche di estraneità o di paura a seconda delle forme e dei colori, persino di contrarietà. Questi stati d’animo di fondo diventano parte del patrimonio mnemonico e danno il colore ai ricordi del periodo di scuola.

L’edificio scolastico è per anni una seconda casa in cui si raccolgono molte esperienze e in cui si passa molto tempo. Del resto una scuola non è necessario che assomigli a una caserma o a una centrale elettrica. (anche se in Germania alcune scuole steineriane con edifici simili a caserme sono riusciti a trasformarli con colori e ritocchi vari in ambienti accoglienti). 

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Perché leggiamo?

Una voce che può essere una valida guida per affrontare il tema della lettura per i più piccoli è quella di Carmen Valentinotti che in Un mare di libri, Edizioni 31, 2008 ci offre interessanti riflessioni.
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Una voce che può essere una valida guida per affrontare il tema della lettura per i più piccoli è quella di Carmen Valentinotti che in Un mare di libri, Edizioni 31, 2008 ci offre interessanti riflessioni.

L’autrice, maestra di lavoro manuale presso la Scuola Rudolf Steiner di Trento e scrittrice di libri per bambini, ci porta per mano attraverso considerazioni pedagogiche e pratiche su questo argomento. 


 

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Newsletter 2021-2022

La raccolta delle news del 2021-2022
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Le ricette e le stagioni. La buona tavola di gennaio

Questo di gennaio e? l’ultimo appuntamento della rubrica dedicata all’alimentazione secondo le stagioni. Ci auguriamo di aver dato un piccolo contributo e stimolato una riflessione sull’importanza della stagionalita? degli alimenti: dietro di essa vi e? una grandiosa saggezza che e? bene accogliere.
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Le ricette e le stagioni. La buona tavola di dicembre

Il mese di dicembre è costellato di feste e di celebrazioni ed è quasi impossibile non partecipare a banchetti e festose tavolate. Questo non ci impedisce però di poterci divertire e condividere il nostro tempo con amici e parenti, avendo cura, nello stesso tempo, della nostra salute: consumare cibi freschi, di stagione e cucinati con semplicità.
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Le ricette e le stagioni. La buona tavola di novembre

Tutto in questo mese potrebbe portare ad una interiore tristezza: la notte vince sul giorno, le feste tradizionali ci ricollegano alla memoria dei nostri cari defunti, le piante si spogliano. Ma dietro ad ogni evento apparentemente triste c’è un risvolto luminoso: le notti più lunghe ci daranno ristoro, la memoria del passato è un’occasione per riflettere sul futuro e, infine, le piante, colorate di struggente bellezza, lasciano libere le foglie di scendere a terra per diventare terra fertile per una nuova vita.
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Le ricette e le stagioni. La buona tavola di ottobre

Il mese di ottobre apre in modo chiaro e inequivocabile le porte all’autunno, le giornate si fanno piacevolmente fresche, gli alberi cominciano a piangere le loro foglie e nelle campagne tutto si tinge di rosso, arancio e giallo. L’estate è davvero diventato un piacevole ricordo e gli impegni di studio e di lavoro si impongono nei ritmi quotidiani. Il doversi riabituare a temperature più basse, rientrare appieno nel ritmo lavorativo può provocare malesseri fisici e psichici, ma come sempre una sana alimentazione e un’attenzione alla natura, facendo piacevoli passeggiate all’aperto, possono aiutarci.
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Le ricette e le stagioni. La buona tavola di settembre

Settembre è un meraviglioso mese di passaggio, si rientra al lavoro e per i bambini e i ragazzi inizia la scuola, ma l’estate è ancora viva e presente nei nostri ricordi: le vacanze, l’ozioso caldo, lo scirocco tiepido e avvolgente… Quel che la natura ci offre ci dà la possibilità di mantenere ancora tutti i benefici della bella stagione e contemporaneamente ci dona le forze e le energie per i “nuovi inizi”.
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Le ricette e le stagioni. La buona tavola estiva

La festa di san Giovanni apre la porta a un lungo periodo dell’anno nel quale volgiamo la nostra attenzione alle meraviglie del creato, ci sentiamo sospinti verso l’esterno, verso le forze del cosmo. La natura ci viene incontro con frutti e verdure ricche di acqua e di sali minerali.
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Le ricette e le stagioni. La buona tavola di maggio

A maggio i giardini e gli orti si illuminano di tanti colori e una nuova nuova luce ci rammenta l’arrivo dell’imminente estate. Siamo pronti a toglierci di dosso tutte le “pesantezze” invernali.
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Le ricette e le stagioni. La buona tavola di aprile

Aprile dolce dormire così dice il detto, ma ancora una volta scopriamo che la natura ci offre i rimedi per combattere quella sensazione di stanchezza e di affaticamento che sentiamo nelle prime giornate di caldo.
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Le ricette e le stagioni. La buona tavola di marzo

Marzo ci regala i primi frutti della primavera che finalmente ritorna. Si può notare, inoltre, come molte delle verdure abbiano un gusto amaro. Il gusto amaro è un vero toccasana per il fegato.
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Le ricette e le stagioni. La buona tavola di febbraio

Febbraio è il mese che offre gli ultimi prodotti dell’inverno e alcune primizie della stagione primaverile. Se osserviamo le proprietà degli alimenti di questo mese, notiamo come queste siano utili e importanti per il rafforzamento del sistema immunitario.
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LE RICETTE E LE STAGIONI 

di Rita Villanova


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Giocare significa imparare

Il gioco per il bambino è necessario come il pane quotidiano. Giocare significa per lui imparare – sempre e ovunque. Chi osserva i bambini mentre giocano vede come lavorano duramente con se stessi senza saperlo
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GIOCARE SIGNIFICA IMPARARE

 di Marieke Anschutz  



 

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La dieta nei giorni di malattia

Le sostanze assunte come alimenti nei giorni di malattia, prese con intenzioni curative, possono avere effetto medicamentoso.
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La dieta nei giorni di malattia

di Stephan Heinzmann

Il cibo che cura

Una malattia consiste nell´incontro di una particolare disponibilità, disposizione o di un indebolimento temporaneo dell´organismo con un agente causale esterno o interno. Questo incontro produce dei sintomi, che sono espressione di una lotta che porterà al ripristino dello stato salute o addirittura ad un irrobustimento della stessa salute, oppure all´instaurarsi di un certo “compromesso” con la malattia, poiché l´organismo non riesce a superare, a “vincere” il disturbatore dell´equilibrio. Questo compromesso si traduce in disturbi più o meno accettabili, compatibili con la vita, o anche lo sviluppo di una malattia cronica.

Le sostanze assunte come alimenti nei giorni di malattia, prese con intenzioni curative, possono avere effetto medicamentoso, come le sostanze della medicina naturale o le sostanze di sintesi chimica della medicina tradizionale. Inoltre, in alcuni stadi della malattia certi elementi possono avere un effetto dannoso e sono quindi da bandire dalla dieta.


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Salutogenesi. Le fonti della salute fisica, psichica e spirituale/3

Terza parte della conferenza di Michaela Glöckler svoltasi in occasione del convegno dei soci del "Verein für Anthroposophisches Heilwesen", nel settembre 2001, a Unterlengenhardt. Il testo riprodotto è tratto dalle Edizioni Weleda.
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Salutogenesi. Le fonti della salute fisica, psichica e spirituale/2

Seconda parte della conferenza di Michaela Glöckler svoltasi in occasione del convegno dei soci del "Verein für Anthroposophisches Heilwesen", nel settembre 2001, a Unterlengenhardt. Il testo riprodotto è tratto dalle Edizioni Weleda.
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Le fonti della salute fisica, psichica e spirituale/2



Dott.ssa Michaela Glöckler*

SALUTOGENESI

Le fonti della salute fisica, psichica e spirituale/2


da una conferenza dell´autrice svoltasi in occasione del convegno dei soci del "Verein für Anthroposophisches Heilwesen", nel settembre 2001, a Unterlengenhardt. Il testo riprodotto è tratto dalle Edizioni Weleda. 


Le fonti della salute fisica, psichica e spirituale

Quali sono gli elementi più importanti della ricerca di Antonovsky sulla salutogenesi, e delle ricerche di Maslow sulla salute psichica e sulla resilienza? Essi si possono riassumere in tre aspetti fondamentali, ovvero tre princìpi guida per lo sviluppo della salute.

Sul piano fisico abbiamo il principio dell’eterostasi. Il termine è formato dalla parola greca etero = ‘altro’, ‘diverso’, e da quella latina stasi = ‘stato’, ‘condizione’: il significato è quindi di ‘diverso stato’, ‘altra condizione’. Il concetto si oppone a quello di omeostasi (dal greco omeo = ‘uguale’, ‘simile’, ‘stesso stato’, ‘condizione simile’).

Secondo il modello patogenetico lo scopo dell’organismo è quello di provvedere in senso omeostatico a mantenere un ambiente il più possibile costante. L’omeostasi è chiaramente fondamentale; ma altrettanto, e ancor più, lo è la domanda: «Come viene raggiunta l’omeostasi?»

Secondo il modello salutogenetico la qualità essenziale dell’organismo sano non è l’omeostasi, ma il fatto che esso trasforma ininterrottamente processi eterostatici in processi omeostatici, il che gli consente di elaborare un enorme numero di processi e una grande capacità di adattamento.

Aspetto essenziale del principio salutogenetico è quindi la facoltà dell’uomo di confrontarsi con ciò che gli è estraneo, di sopportare i conflitti, e in questo confronto di rafforzarsi. Il principio dell’eterostasi significa anche imparare, non solo ad evitare lo stress, ma anche a sopportarlo. Si tratta di conoscere i limiti della sopportabilità fisica e psichica, per poterli poi ampliare.

Questo principio salutogenetico si ritrova in alcune idee che la medicina antroposofica ha sempre sostenuto: quella per cui, per esempio, le malattie esantematiche sono un bene per i bambini; esse favoriscono lo sviluppo del sistema immunitario, la capacità di autoregolazione e di autoguarigione.

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Salutogenesi. Le fonti della salute fisica, psichica e spirituale

da una conferenza della dott.ssa Michaela Glöckler svoltasi in occasione del convegno dei soci del "Verein für Anthroposophisches Heilwesen", nel settembre 2001, a Unterlengenhardt.
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Covid: dobbiamo vaccinare i bambini?

Il dottor Heinzmann riflette sull´utilità, l´opportunità e i rischi di vaccinare i bambini contro il Covid-19.
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Covid: dobbiamo vaccinare i bambini?

di Stephan Heinzmann


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Newsletter 2020-2021

La raccolta delle news del 2020-21
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Come si forma il senso di identità dei bambini

Non è indifferente stabilire quali impressioni per prime vengono presentate all’uomo, perché concorrono nella formazione della sua identità, in base ad esse si decide cosa è “estraneo”, cosa è “nuovo”.
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COME SI FORMA IL SENSO DI IDENTITA´ DEI BAMBINI


di 
Ad Dekkers 
(traduzione di Stephan Heinzmann) 


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Aspettando San Michele

Da un punto di vista cosmico il tempo di San Michele inizia con la
la pioggia di meteoriti delle Perseidi, piu? comunemente nota come “stelle di San Lorenzo”.
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ASPETTANDO SAN MICHELE

a cura di Rita Villanova*


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Il vestiario nei primi anni di vita

Quali sono le forme del vestiario più adatte ai bambini piccoli? Quali colori scegliere? Quanto coprire i più piccini? Juliane Endlich ci guida a conoscere il vestiario più adatto nei primi anni di vita
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Il vestiario nei primi anni di vita

 di Juliane Endlich


Articolo

tratto da Sviluppo dei sensi e attitudine sociale del bambino, Aedel Edizioni

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L’involucro del vestiario come campo di esperienza

L’involucro del vestiario come campo di esperienza
di Juliane Endlich. Tratto da Sviluppo dei sensi e attitudine sociale del bambino, Aedel Edizioni
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L’involucro del vestiario come campo di esperienza

di Juliane Endlich 


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Covid-19 e scuola. Un confronto con il Länder di Baden-Württemberg in Germania

Riportiamo a titolo informativo uno schema che illustra come vengono gestite le malattie infettive nella regione di Baden-Wü
rttemberg.
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Covid-19. Descrizione della malattia e ruolo del sistema immunitario

Testo tratto dalla conferenza del dottor Stephan Heinzmann "Covid-19. Descrizione della malattia e ruolo del sistema immunitario. Prevenzione e consigli terapeutici secondo la medicina antroposofica" del18 settembre 2020 presso la Libera Scuola Waldorf di Palermo.
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L´Album 2008-2020

L’Album 2008-2020 racconta attraverso le fotografie scattate da genitori, maestri e amici della Scuola una parte della storia della nostra Scuola, ma esprime anche la dedizione, la gioia, l’impegno di coloro che ne hanno fatto parte.
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Newsletter 2019-2020

Ecco la raccolta delle nostre newsletter del 2019-2020.
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Mostra pedagogica 2020. Catalogo

Il catalogo 2019-2020 documenta le attività delle classi e comprende alcuni lavori svolti a casa con l’impegno dei bambini e la cura dei genitori.
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Il volto e la distanza

Pubblichiamo questo interessante contributo di Federica Testa, Silvana Minari, Naama Passamani e Ombretta Barbieri, maestre di scuole Steiner-Waldorf, su Ruolo del volto e della prossimità nella relazione educativa in età prescolare.
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Pubblichiamo questo interessante contributo di Federica Testa, Silvana Minari, Naama Passamani e Ombretta Barbieri, maestre di scuole Steiner-Waldorf, su Ruolo del volto e della prossimità nella relazione educativa in età prescolare.


IL VOLTO E LA DISTANZA


                                                      Pablo Picasso,
La zuppa, 1903

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Vademecum 2020-2021

La pedagogia Waldorf non è affatto un sistema pedagogico, bensì un’arte che ha lo scopo di risvegliare ciò che è già presente nell’uomo. (Rudolf Steiner)
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Note di un anno 2018-2019

Note di un anno 2018-2019 alla Scuola Waldorf
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Vademecum 2018/2019

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 VADEMECUM 2018 




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Il bambino di oggi, l´adulto di domani

Preparare il futuro dei bambini non è soltanto un impegno sociale e culturale che deve spingere alla costruzione di un mondo o un ambiente migliore, ma una responsabilità pedagogica attuale capace di infondere coraggio e libertà nei bambini, capace di contrastare e trasformare in risorse le correnti negative che investono tutti.
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Le feste alla scuola Waldorf

Nella nostra scuola le stagioni sono scandite dal ritmo delle feste. Attraverso le feste la scuola vuole prendersi cura del ritmo della vita dell’anima.
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Passaggi verso l’autonomia. L’inserimento in asilo

Ogni bambino, fin dai primi anni, sente la spinta ad aprirsi al mondo e ad agire mosso dalla sua volontà, a condividere nuove esperienze con altri bambini come lui, ma non sa farlo da solo, è necessaria la presenza di adulti da cui si senta accompagnato.
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Vita in asilo

In questo breve libretto si racconta la vita che si svolge negli asili della scuola.
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Vita a scuola

Come cresce un bambino alla scuola waldorf? Cosa studia e come lavora? Su cosa si basa l´insegnamento dei maestri e come sono organizzate le attività? Le risposte sono nella Vita a scuola.
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L´arte di educare alla libertà

“Occorre che gli uomini diventino di ampie vedute e possano partecipare col cuore all’intera civiltà. Questa pedagogia è orientata soltanto a estrarre dal bambino stesso le misure che si devono prendere nell’educazione e nell’insegnamento, in modo che tutto l’essere umano giunga a completo sviluppo secondo corpo, anima e spirito.” R. Steiner
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Il denaro e il senso

Se il mondo è veramente senza volontà e senza progetto, perchè mai l’uomo dovrebbe dare libero corso ai suoi impulsi generosi, al suo senso del dono o addirittura del sacrificio? Una riflessione di Philippe Leconte
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Note di un anno 2012/2013

Note di un anno alla Scuola Waldorf di Palermo
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Vademecum 2006/2007

L´educazione per essere completa deve interessare il corpo, l´anima e lo spirito, attraverso la cura del pensare, del sentire e del volere.
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Bollettino Waldorf Palermo 2005/2006

Dopo una lunga pausa ritorna il nostro bollettino. Una pausa che ha visto la scuola protagonista di molte attivita? culturali e iniziative volte a sostenerne il cammino.
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Hanne Weisser, L´importanza dell´arte nella pedagogia

Parleremo di due personalità importanti per il tema arte e pedagogia. La prima è il compositore ungherese Bela Bartok. La seconda, ben nota, è Nelson Mandela.
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