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Il giardinetto della Libera Scuola Waldorf


Un passo a lungo preparato 

Nel 1986 un gruppo di genitori si è costituito in Associazione con lo scopo di aprire un giardino di infanzia Waldorf e di diffondere la pedagogia steineriana a Palermo. Nel 1987 si è arrivati all’apertura del Giardino di infanzia, che accoglieva bambini dai 3 ai 6 anni. Successivamente, nel 1992, si è giunti alla fondazione della Scuola. 

Dalla fondazione del primo giardino di Infanzia sono dunque trascorsi 35 anni, nel corso dei quali, da circa tre decenni, sono stati accolti in piccoli gruppi anche bambini di due anni. La lunga esperienza dei maestri e il confronto con le giovani famiglie hanno così creato nel tempo le basi pedagogiche per compiere un ulteriore nuovo passo: l’apertura del Giardinetto della Libera Scuola Waldorf.

In passato i luoghi dove venivano accolti i bambini durante il tempo del lavoro dei grandi venivano chiamati "giardini d’infanzia". Ed è a questo nome, oltre che alle origini della nostra Scuola, che si ispira il nome del nuovo luogo di accoglienza per la prima infanzia.

Il Giardinetto sarà la casa dei più piccoli. Sorgerà in Via Principe di Paternò, 11 e ad ottobre 2022 accoglierà un piccolo gruppo di bimbi dai 12 ai 36 mesi.


Una casa per i più piccoli

La casa è il luogo naturale nel quale, dal suo ingresso nel mondo, il bambino impara a esprimersi con la parola, a muoversi, a camminare, a pensare, imparando dall’imitazione degli adulti. In questa età, il mondo fisico del bambino è racchiuso nello spazio che il suo sguardo può abbracciare. Per questa ragione l´ambiente del Giardinetto sarà raccolto: avrà colori tenui alle pareti, arredi in materiali naturali, stoffe e giocattoli che si prestano ad essere trasformati e reinventati dalle forze immaginative e di fantasia di cui è ricco ogni bambino piccolo. Il nido sarà costituito da una stanza spaziosa e luminosa, dove i piccoli trascorreranno il tempo del gioco, e da uno spazio più raccolto per il tempo del riposo. Nello spazio esterno del Giardinetto una sabbiera, una collinetta da “scalare”e un “piccolo bosco” di piante e di fiori offriranno ai piccoli l’occasione di altre scoperte ogni giorno e in ogni stagione dell´anno. La merenda e il pranzo verranno preparati nella cucina del nido e saranno biologici e preparati con ingredienti di stagione.


Le giornate al nido

Le fruttuose occupazioni quotidiane che caratterizzano la vita delle famiglie, come la preparazione del cibo, l´allestimento della tavola, il riordino, la cura degli ambienti e del giardino saranno il fulcro intorno al quale ruoterà la giornata. Queste attività sono per i bambini le “arti della vita” ed uno dei compiti dell´educatore è di avviarli ad esercitarle fin dove possibile, o, se si è troppo piccini, a viverle per il momento da osservatori. 

Impastare e preparare il pane insieme, ad esempio, non è soltanto un far lavorare le mani, ma è rendere partecipe il bambino di un prezioso ciclo della natura che inizia con la semina del chicco, prosegue con il raccolto e la molitura e grazie agli elementi dell’acqua, dell’aria e del fuoco si trasforma nel buon pane che arriva sulla nostra tavola. Preparare il pane permette anche di far sorgere nel bambino un naturale sentimento di ringraziamento e di riconoscenza e dunque di porre le basi per la sua futura vita morale. 

In un ritmo sano radicano i semi della vita

Il ritmo della giornata, con il ripetersi di momenti dedicati al gioco e l´alternanza di attività e pause contribuirà a creare un clima sereno nel quale il bambino potrà sentirsi a proprio agio. Nel gioco il bambino cerca e ricrea immagini ed esperienze. Il gioco è la sua grande “pausa”. Ed è nelle pause che la spiritualità parla nell´intimo del bambino, ad esempio con le parole che precedono e quelle che ringraziano alla fine del pranzo. Essa è come il solco nel campo, che permette ai semi di radicare e di non andare persi nel terreno. I semi di questa età sono i racconti, le esperienze, le avventure.


Il rispetto e la cura

Nel lavoro pedagogico con il bambino di età compresa tra uno e tre anni, Emmi Pickler (Vienna 1902-Budapest 1984), pediatra di fama internazionale e pioniera nello studio dello sviluppo motorio nei primi tre anni di vita, individua due colonne portanti nella cura del bambino di questa età: la prima è il rispetto per lo sviluppo autonomo del movimento, che si può raggiungere creando intorno a lui un ambiente adeguato, la seconda è la cura attenta della maestra che lo coinvolge con una parola pervasa di sensibilità e con un gesto amorevole e bello. 

Nel Giardinetto, dunque, le maestre si pongono due compiti: accompagnare il bambino piccolo con profondo rispetto per la sua individualità e guidarlo nella crescita con amore per la sua unicità.


Claudia Pettenuzzo,  Ambra Teresi            





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