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Visita alla centrale idroelettrica

 







All’arrivo, per ragioni di sicurezza, abbiamo indossato i caschi e siamo entrati nel cuore pulsante della centrale. Una grossa tubazione entra all’interno dell’edificio per condurre l’acqua a forte pressione nell’impianto. Agli occhi dei ragazzi si rivelava il fenomeno di trasformazione dell’energia gravitazionale dell’acqua che scende dalla vetta di monte Grifone, in energia cinetica grazie alle grandi turbine. Queste ultime sono collegate, per mezzo di assi d’acciaio, agli alternatori che ruotando permettono un ulteriore trasformazione in energia elettrica.

Abbiamo seguito il percorso della corrente elettrica osservando i quadri di comando che permettono misurazioni e smistamento. All’esterno i cavi portano la corrente ai trasformatori e da questi viene consegnata alle società che si occupano della distribuzione tramite le linee elettriche presenti nel territorio.

I ragazzi hanno ascoltato le spiegazioni e dai loro sguardi risaltava un certo stupore e certamente interesse per gli impianti, per i macchinari, per le tubazioni frutto di geniali scoperte dell’uomo. Eravamo nel regno di una protagonista assoluta dell’era moderna, indispensabile anche se invisibilela: la corrente elettrica. 

La centrale fu costruita nel 1920 e a quell’epoca produceva elettricità sufficiente al fabbisogno della città. Nonostante l’impianto abbia 99 anni, tutto funziona regolarmente, a dimostrazione che un’opera, frutto di un buon progetto realizzato con cura, non teme il passare del tempo

                                                                  Maestro Eduardo          



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